Cara (o caro, non so… ) Vale,
hai in gran parte ragione. Ma proviamo a riprendere il filo, insieme, con calma. Questo progetto di nave, di sbarco, venne mandato in origine a numerosi amici e amiche in Italia, alcuni anche davvero vicini ai centri sociali, un mondo variegato, meno male, come è giusto che sia.
Nelle risposte ci fu molto entusiasmo, alcuni invece (e neanche quelli più vicini ai centri sociali, ma altri) dissero cose simili alle tue.
Soprattutto nelle ultime due righe.
“*BISOGNA LOTTARE GIORNO PER GIORNO E METTERCI IL TEMPO E LA VITA, E STARE TRA LA GENTE! NON VI ARRIVANO LE INFORMAZIONI PER COLPA DELLA CENSURA MA CHI LOTTA DAL BASSO IN ITALIA C’È!”*
Avevano ragione, recepimmo le osservazioni e lavorammo sopra la proposta, togliendole quell’aura di “salvatori della patria” o “radical chic vacanzieri” che vengono a fare l’evento…
Lo scrivemmo sul manifesto: “È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso *a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.”

C’è ancora da lavorarci, sicuramente.
Vediamo come: abbiamo partecipato al Social Forum catalano e stiamo entrando in contatto con gruppi di qua, i più variegati che lavorano sui temi dei diritti: vogliamo organizzare con loro degli incontri sul diritto alla casa, al lavoro, alla cittadinanza, all’istruzione, alla salute. Barcellona non è rose e fiori come si crede.
Siamo stati qui in piazza con i contadini preoccupati per il loro futuro, con i movimenti pro-Palestina, con gli immigrati il primo marzo. Così come a Milano, chi ci appoggia a Milano, era in piazza a raccogliere testimonianze.
Siamo in contatto con i No Tav che come avrai forse visto nel Blog, ci aspetteranno a Genova, ma contiamo di entrare presto in contatto con altri movimenti popolari: No dal Molin, no Ponte, con i gruppi del Sud contro la mafia (per esempio: i ragazzi di No Pizzo di Palermo).
Sappiamo che a Genova chi sta preparando l’accoglienza lavora con un un “fronte” molto ampio, il più possibile.

Di colori per ora non ne abbiamo, crediamo che in questo momento siano da unire le forze, in un momento in cui in Italia le divisioni e le ferite sono parecchie, lo sappiamo e ci fanno male (anche tra Centri Sociali, non è che proprio siano belli uniti come potebbero essere…)

Siamo in un momento storico importante, con questa nave, ma soprattutto con quello che sta avvenendo prima (incontri, legami, reti, contatti, idee, entusiasmo, dibattito, movimento, altri italiani sparsi per l’Europa che si stanno mobilitando… le sorprese sono frequenti) speriamo di dare un contributo, uno in più, ad un mutamento che deve essere profondo, radicale, che dovrà probabilmente vedere un cambio di costumi, di ritmi di vita, di tempi di lavoro, di consumi. E certo non solo in Italia.

Lo sbarco dall’estero crediamo sia importante prima di tutto simbolicamente, perchè siamo degli outsider e vorremmo che il nostro appoggio desse nuove energie a voi che state lottando. Se vivessimo in Italia, saremmo con voi. Se voi foste all’estero, sareste con noi.

Concordiamo sul nocciolo: bisogna lottare giorno per giorno, ovunque!